PREDICATI NOBILIARI E REPUBBLICA ITALIANA

 

 

Anche se l'Italia è oggi una Repubblica, e la XIV disposizione transitoria dell'attuale Costituzione italiana sancisce il non riconoscimento dei titoli nobiliari, sempre la stessa disposizione transitoria e finale stabilisce però che i predicati dei titoli esistenti prima del 28 ottobre 1922 (marcia su Roma) valgono come parte del nome. Le famiglie che hanno goduto di un titolo, hanno quindi il diritto di richiedere alla magistratura della Repubblica Italiana l'aggiunta del loro predicato al cognome, con specifica sentenza detta di "cognomizzazione", cognome che come tale passerà a tutta la discendenza.
Un predicato nobiliare è composto dalla particella minuscola "di" seguita dal luogo geografico, come ad esempio:
• Luchino Visconti di Modrone - il predicato è "di Modrone"
• Camillo Benso di Cavour - il predicato è "di Cavour"
Il predicato nobiliare cognomizzato sulla Carta di Identità dal Ministero dell'Interno della Repubblica Italiana, è la prova che la famiglia ha esercitato i poteri feudali anticamente, e per tanto gode del riconoscimento e delle tutele giuridiche dello stato.
Curato dal Dr. Ettore Gallelli di Badolato, ed edito da Pace editore https://pacedizioni.wixsite.com/pace-edizioni
questo libro affronta l'argomento in modo preciso e dettagliato, riportando molte sentenze della Corte di Casazione in materia.

 

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